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Osteoporosi ? Meglio prevenire (anche in farmacia) che curare !!!

foto 3Si è svolta giovedì 3 dicembre presso la farmacia Saggio una giornata di prevenzione dell’osteoporosi. Con la parola osteoporosi si intende una condizione in cui lo scheletro è soggetto a perdita di massa ossea, quindi soggetto ad un maggiore rischio di fratture patologiche, in seguito alla diminuzione di densità ossea e alle modificazioni della microarchitettura delle ossa.

Attraverso un modernissmo apparecchio che utilizza la modernissima metodologia ultrasonometrica, e ovviamente l’ausilio della bravissima dottoressa Vincenza Cirafici, tantissimi pazienti hanno potuto controllare lo stato di salute dele proprie ossa soggette ad osteoporosi.  Grazie alla rapidità e semplicità di utilizzo, gli strumenti ultrasonometrici permettono di condurre in modalità non invasiva, e senza esposizione a raggi X, una misurazione accurata della densità ossea e del rischio di frattura.

Questi strumenti ormai di ultima generazione sono estremamente acessibili alle realtà ambulatoriali, le farmacie e gli studi di medicina generale.

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La densitometria ossea ad ultrasuoni rappresenta una tecnologia particolarmente utile in quanto di semplice e rapida esecuzione, non invasiva e priva di esposizione a radiazioni. Per queste ragioni possiede un maggiore potenziale applicativo rispetto alle tecniche densitometriche standard (DEXA). Gli strumenti ultrasonometrici generano onde acustiche pulsanti ad una frequenza di 1.25 MHz.

Quando gli ultrasuoni colpiscono l’osso, a seconda dell’angolo di incidenza, le onde vengono in parte riflesse, rifratte o trasmesse. Le onde rifratte che si propagano lungo l’osso possono essere misurate e fornire indicazioni cliniche.

Il tempo di transito, definito come l’intervallo di tempo necessario per la registrazione del primo segnale, è indicativo della compattezza dell’osso e quindi della sua resistenza. Una maggiore velocità di trasmissione è dunque indicativa di una migliore salute ossea.

L’esame ultrasonometrico si è effettua a livello del calcagno. Questo segmento osseo presenta le superfici mediale e laterale piatte e parallele risultando facilmente accessibile alle strumentazioni. Nonostante si tratti di un sito scheletrico periferico, il calcagno è sensibilie ai cambiamenti di natura fisiologica, patologica o iatrogena, rispecchiando il metabolismo osseo sistemico e risultando perciò efficace nella predizione delle fratture osteoporotiche, in particolare a livello dell’anca.  Il calcagno è infatti costituito per il 90% da osso trabecolare, e presenta un elevato livello di turnover ed un tasso di riassorbimento osseo simile ai siti spinali.

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L’esame ultrasonometrico è una tecnica totalmente indolore, convalidata scientificamente e adatta alla valutazione del rischio di frattura. Le fratture ossee osteoporotiche costituiscono una seria minaccia per tutte le persone di età avanzata, in particolare per le donne che hanno passato la menopausa.

La riduzione della densità minerale ossea è il processo fisiologico durante il quale la matrice ossea viene lentamente persa mediante un processo degenerativo di riassorbimento e la trama del tessuto osseo assume una consistenza porosa, divenendo sempre meno resistente. Questa condizione si accompagna all’invecchiamento e alla menopausa ma rimane nascosta e silenziosa fino a quando non si verifica un episodio di frattura. Le fratture più comuni si verificano a livello dei polsi, dell’anca e del femore; queste ultime sono le più disabilitanti. Gli incidenti avvengono spesso in ambito domestico a seguito di cadute o di deboli traumi ed hanno un forte impatto sulla vita del paziente, limitando notevolmente la mobilità e riducendo drasticamente la sua autosufficienza.

Tra il 2003 e il 2005 in Italia sono stati effettuati quasi 90.000 ricoveri all’anno (corrispondenti a 75.000 pazienti) a causa di fratture. Le donne rappresentano la maggioranza dei ricoveri in ospedale per fratture dell’anca (78,0%, n = 214.519). Tra queste, l’84,3% delle fratture (n = 180.861) si è verificata in pazienti di età superiore ai 75 anni. I costi ospedalieri sono aumentati fino a 467 milioni di euro nel 2005, mentre i costi di riabilitazione sono stati pari a 531 milioni nello stesso anno (Piscitelli P et al, Reumatismo. 2010;62(2):113-8).

Se desiderate prenotarvi per la prossima giornata di prevenzione che si terrà presso la Farmacia Saggio tra qualche mese , potete chiedere informazioni recandovi in farmacia

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